Le stime ci dicono infatti che una percentuale tra l’8 e il 10% delle emissioni di gas serra globali è legata allo spreco alimentare. Ogni anno circa il 17% del cibo coltivato, finalizzato e venduto viene buttato. Il 61% dello spreco avviene tra le mura domestiche, il 26% lungo la filiera e il 13% nella distribuzione.
Non usiamo concimi chimici, non volendo compromettere i cicli biogeochimici di fosforo e azoto: l’uso di fertilizzanti a base di fosforo, così come quello di concimi azotati, ha avuto come risultato l’inquinamento degli ecosistemi, delle falde acquifere e dei corsi d’acqua in essi inseriti, non siamo interessati a massimizzare le rese e manteniamo un buono stato di salute del suolo.
Già dalla piantagione del primo albero, simbolo del Giardino, ci siamo rivolti ai bambini |
Veduta del Giardino della Memoria di Lucoli (foto Maimeri) |
Nella sezione “Giardino dei Semplici” gli insetti impollinatori trovano molti fiori |
Senza questo grande uomo il Giardino della Memoria di Lucoli forse non esisterebbe o non sarebbe comunque lo stesso.
La didattica per le scuole al Giardino della Memoria: Enzo Sebastiani docente |
L’autorevolezza di un sapiente |
Enzo in qualità di socio onorario della nostra Associazione seguirà le scelte botaniche del Giardino, collaborerà con il nuovo manutentore trasferendo lo storico degli interventi sulle piante e si occuperà dell’aggiornamento dei nostri soci.
Dalla pianta selvatica alle moderne varietà, il melo ha accompagnato la storia dell’uomo sia come frutto fresco, sia grazie ad alcuni suoi derivati come, per esempio, il sidro e la «apple pie», che è la classica torta di mele americana.Il melo selvatico europeo (Malus sylvestris) è un alberello, spesso cespuglioso, diffuso in tutta Europa, che vegeta ai margini dei boschi e nelle siepi campestri in singoli individui o in piccoli gruppi.Solo raramente riesce a svilupparsi pienamente nella forma arborea: in questi casi può raggiungere una dimensione considerevole, con un’altezza anche superiore ai 10 metri e una longevità di oltre 100 anni. Produce frutti relativamente piccoli (3-4 cm) che a maturità, tra luglio e settembre, sono di colore verde giallastro, duri, aspri e astringenti.Però, se si lasciano sovrammaturare, specie dopo i primi geli autunnali, la loro polpa perde parte dell’astringenza e dell’acidità e diviene dolce e succosa.
Mela Limoncella del Giardino della Memoria |
La Dottoressa Elena Sico Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo in visita al Giardino della Memoria |
Una breve storia del Giardino della Memoria ed il suo significato morale e scientifico |
Una delle cultivar più ammirate: la mela a candela |
La cultivar del Pero cotogno |
I visitatori accompagnati dal Prof. Giuseppe D’Annunzio |
Il Giardino della Memoria di Lucoli sito di conservazione della Biodiversità Vegetale |
Il foliage del Giardino della Memoria – Ottobre 2021 |
Melo Romanella |
Mela Romanella il frutto |
Ringraziamo i nostri affezionati amici che ci sostengono e contribuiscono a far conoscere questa nostra esperienza in California dove vivono e per meglio ringraziarli li abbiamo messi a lavorare! Ci hanno aiutato a togliere le reti di protezione delle 9 piante che proteggiamo come Agricoltori Custodi.
L’occasione è buona per lavorare: tolte le reti protettive agli alberi posizionate per preservare i frutti |